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    Nightlife #134 Andrea Ricci

Disco Ora

Carmen Consoli feat. Mahmood – La terra di Hamdis

today7 Ottobre 2025 30

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Carmen Consoli feat. Mahmood – La terra di Hamdis
Disco Ora a mezzogiorno, 18, mezzanotte e 6

Carmen Consoli torna con un progetto tanto ambizioso quanto coerente: il 3 ottobre è uscito Amuri Luci, primo capitolo di una trilogia che esplorerà le tre anime che hanno definito la sua carriera: quella mediterranea, quella rock e quella più intimamente cantautorale.

Un percorso pensato per scomporre e ricomporre il suo universo sonoro, scandagliando la lingua, la memoria, l’identità e la responsabilità di chi racconta storie attraverso la musica.

La trilogia si annuncia come un mosaico di visioni autonome ma interconnesse, un modo per restituire al pubblico l’essenza di un’artista capace di rinnovarsi senza mai tradire se stessa. “Amuri Luci”, pubblicato da Narciso Records/Warner Music, rappresenta la prima tappa di questo viaggio: un disco che affonda nelle radici linguistiche e culturali della Sicilia, ma che parla al mondo intero.

In Amuri Luci Carmen Consoli sceglie di cantare quasi interamente in siciliano, ma non per nostalgia. La sua lingua madre diventa strumento di resistenza e verità, una chiave per raccontare una terra che non è solo geografia, ma crocevia di civiltà, stratificazioni linguistiche e dialogo tra culture. Scherza dicendoci che tanto non la passerebbero comunque in radio, tanto vale fare qualcosa che sente suo.

Il siciliano, contaminato da influssi arabi, latini e greci, restituisce una Sicilia polifonica, in cui il passato dialoga costantemente con il presente. Le parole diventano suono, il suono diventa narrazione. Amuri Luci non è un disco etnico, ma un atto politico e poetico che intreccia il locale e l’universale.

Il titolo racchiude il senso dell’opera: l’amore come luce, come forza che illumina, consola e denuncia. È un disco che parla di sentimenti, ma anche di giustizia, memoria, migrazione, guerra e libertà. Ogni canzone è un frammento di un grande racconto collettivo: un canto di umanità che attraversa epoche e voci.

Con “La Terra di Hamdis”, impreziosita dalla collaborazione con MahmoodCarmen mette in scena uno dei momenti più intensi del disco. Il brano si ispira ai versi del poeta siculo-arabo Ibn Hamdis, costretto all’esilio dopo la conquista normanna dell’XI secolo. Ne nasce una riflessione sulla migrazione, sulla perdita e sul legame con la propria terra, in cui la voce di Mahmood porta un eco contemporaneo. È un dialogo tra generazioni, tra due artisti che condividono una mediterraneità inquieta e identitaria. Quando Mahmood canta “vento, porta via questo pianto”, sembra invocare una tregua universale. Impossibile non pensare a Gaza. Carmen risponde con una forza quieta: la musica diventa un mare comune, dove si incontrano lingue e destini.

 
Questo è il testo in dialetto siciliano della canzone:
Ventu, pirchì nun spremi la pioggia?
Putissi capari la siti a ‘sta terra
Porta nni mia ‘sti nuvoli sterili
Ca li pozzu jnchiri cu’ li me lacrimi
Campi assitati cusparsi di sangu
Vi vogghiu nnaffiari iu cu’ lu me’ chiantu
L’amuri tirrenu nun po’ cunzulari
Li matri ca un ponnu cchiù vidiri ‘i figghi jucari
Curriri e farisi mali
Ventu, sciogghi ‘u chiantu

Stutalu stu ‘nfernu e fai chioviri
Simenti ri paci
Poi fatti urraganu
Spazza ‘u Diu Dinaru e l’eserciti
Di li so’ seguaci
Ventu, curri
Ventu, curri
VentuEssiri ventu e nun muviri fogghia
Miseria e ciniri ‘o postu di l’erba
E un c’è primavera ca po’ cunzulari
Li matri ca un ponnu cchiù vidiri ‘i figghi turnari
Crisciri e farisi ranniVentu, sciogghi ‘u chiantu
Stutalu stu ‘nfernu e fai chioviri
Simenti ri paci
Poi fatti urraganu
Spazza ‘u Diu Dinaru e l’eserciti
Di li so’ seguaci

Ventu, sciogghi ‘u chiantu
Stutalu stu ‘nfernu e fai chioviri
Paroli di pace
Poi fatti urraganu
Spazza ‘u Diu Dinaru e l’eserciti
Di diavuli armati
Curri, ventu
Sciamma ‘u nìuru di ‘stu cielu

Questa è la traduzione in italiano

Vento, perché non stimoli la pioggia?
Potresti afferrare la sete di questa terra
Portamele queste nuvole rinsecchite
Così le potrò riempire con le mie lacrime
Campi assetati intrisi di sangue
Voglio irrigarvi con il mio pianto
L’amore su questa terra, niente può consolare
Le madri che non hanno più occhi per i figli
Che non giocheranno e non correranno più incoscienti
Vento, sciogli il pianto
Spegni questo inferno e fa che piovano
Semi di pace
Poi diventa uragano
Travolgi il dio Denaro e gli eserciti
Dei suoi devoti
Corri vento,
Corri vento
VentoSei vento ma non animi una foglia
Non più erba ma miseria e cenere
Non più il conforto della primavera
Le madri che non hanno più occhi per i figli
Che non torneranno non cresceranno non saranno adultiVento, sciogli il pianto
Spegni questo inferno e fa che piovano
Semi di pace
Poi diventa uragano
Travolgi il dio Denaro e gli eserciti
Dei suoi devoti

Vento, sciogli il pianto
Spegni questo inferno e fa che piovano
Parole di pace
Poi diventa uragano
Travolgi il dio Denaro e gli eserciti
Degli infami in armi
Corri vento
E sciogli la tenebra di questo cielo


🎥 Guarda il video ufficiale su YouTube:

 


Scritto da: Radio Zena

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