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    Nightlife #130 Andrea Ricci

Disco Ora

Ricky Manning, Dasha – Someone Else & Jesus

today23 Dicembre 2025

Sfondo
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Ricky Manning trasforma Someone Else & Jesus in un duetto con Dasha. Due prospettive, stesso colpo al cuore: “non sono io”… eppure fa male lo stesso, come una frase letta mille volte.

 

Ricky Manning, Dasha – Someone Else & Jesus

Disco Ora delle 11, delle 17, delle 23 e delle 5 da lunedì 22 a domenica 28 dicembre 2025

 

Ci sono canzoni che nascono piccole e poi diventano grandi perché raccontano una cosa che tutti hanno provato e pochi hanno saputo dire bene. Someone Else & Jesus è una ballata che punta dritta al punto: la gelosia, lo smarrimento, e quel momento in cui capisci che la persona che ami sta cercando conforto altrove. Questa uscita aggiunge un dettaglio decisivo: diventa un duetto con Dasha. E qui “feat” non è decorazione: è una seconda luce sulla stessa ferita.

Il titolo è una frase che sembra già una scena: “qualcun altro e Gesù”. È un modo potente per dire che dopo una rottura le persone provano a salvarsi come possono: con un altro amore, con la fede, con una nuova promessa. La canzone non giudica, ma ti fa sentire la botta. È come un pensiero che torna quando non lo inviti: “se non sono io… allora chi?”.

Qui entra il contesto di carriera, e va detto in modo netto: Ricky Manning è un cantautore americano che molti ricordano per la sua partecipazione a The Voice negli Stati Uniti. Quell’esperienza gli ha dato visibilità e lo ha messo davanti a un pubblico enorme, ma il suo percorso non si ferma lì: negli anni ha continuato a scrivere e pubblicare, costruendo credibilità soprattutto come autore e storyteller. E questo brano lo dimostra: la scrittura è diretta, non cerca trucchi, sembra arrivare da una pagina di diario.

Dasha, invece, porta una prospettiva diversa e un timbro che si incastra bene nel confine tra pop e country contemporaneo. La sua presenza rende la canzone più “scena” e meno “monologo”: non senti solo chi resta, senti anche l’eco di chi se ne va. E quando due voci si incastrano su un testo così, la storia diventa più tridimensionale.

Musicalmente la traccia resta volutamente sobria: non fa fuochi d’artificio, lascia spazio alle parole. È una ballata in cui la produzione accompagna, non distrae. E questa scelta è coerente con il tema: quando una cosa ti fa male davvero, non hai bisogno di mille effetti. Hai bisogno di una frase giusta.

Alla fine, la canzone lascia addosso una sensazione precisa: non ti “salva”, ma ti mette ordine. E a volte è tutto quello che serve. Perché, come dice la canzone senza dirlo apertamente: “posso perdere… ma almeno capisco cosa sto sentendo”.

 


🎥 Guarda il video ufficiale su YouTube:

 


Scritto da: Radio Zena

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