play_arrow

keyboard_arrow_right

Ascoltatori:

Ascoltatori di punta:

skip_previous skip_next
00:00 00:00
playlist_play chevron_left
  • cover play_arrow

    Radio Zena

  • cover play_arrow

    Jazzmatazz #401 Paolo Berto

Disco Ora

The Cure – A Letter To Elise

today31 Dicembre 2025 1

Sfondo
share close

Questa settimana A Letter To Elise diventa un tributo a Perry (“Barry”) Bamonte, scomparso a Natale 2025: una canzone anni ’90 in cui la sua chitarra è protagonista. È malinconia pura, scritta come una lettera mai chiusa, che continua a suonare anche dopo l’ultima nota.

The CureA Letter To Elise

Disco Ora delle 10, delle 16, delle 22 e delle 4 da lunedì 29 dicembre 2025 a domenica 4 gennaio 2026

Ci sono brani che sembrano già scritti su carta ingiallita, anche quando li ascolti in cuffia oggi. A Letter To Elise dei The Cure è così: una lettera aperta, fragile, piena di frasi che non riescono a diventare addio. E in questi giorni, dopo la scomparsa di Perry (“Barry”) Bamonte a Natale 2025, il brano cambia temperatura: non è solo uno dei gioielli dei primi anni ’90, diventa anche un tributo naturale a uno dei musicisti che hanno dato forma al suono di quella stagione.

Il contesto di uscita è quello dell’era Wish, una fase in cui The Cure erano giganteschi ma ancora capaci di mostrarsi scoperti. Robert Smith scrive come se stesse parlando a se stesso allo specchio, e la band costruisce attorno alle sue parole una struttura emotiva precisissima: chitarre che non “decorano”, ma feriscono; melodie che sembrano belle e allo stesso tempo impossibili da tenere in mano. In questo quadro, Perry Bamonte — chitarrista e tastierista, figura spesso defilata ma decisiva — è parte del disegno: i suoi suoni diventano trama, movimento, nervo sottile. Qui la chitarra non è protagonista per volume: lo è per sensibilità.

Il brano racconta l’impossibilità di restare. Non è rabbia, è stanchezza emotiva. È quella sensazione in cui ti rendi conto che ripetere la stessa scena non la salverà. Le immagini sono chiarissime e dolorose: sorrisi “rifatti”, finzioni che reggono solo per qualche secondo, la nostalgia che diventa abitudine. E sopra tutto, quella melodia che sembra chiedere scusa mentre ti lascia.

Musicalmente, A Letter To Elise è un equilibrio meraviglioso tra tensione e delicatezza. L’arpeggio iniziale crea una specie di ipnosi, e poi arrivano le chitarre a tagliare l’aria con una dolcezza affilata. È qui che senti l’impronta di Perry Bamonte: un modo di suonare che non cerca mai il virtuosismo urlato, ma costruisce atmosfera e profondità. Ogni nota sembra scelta non per “fare effetto”, ma per dire qualcosa che le parole non riescono a dire.

Nella storia dei The Cure, Perry Bamonte è stato molto più di un “turnista di lusso”: è stato un membro chiave della band dagli anni ’90 in poi, contribuendo a quel suono stratificato in cui chitarre e tastiere si intrecciano come nebbia e luce. Ed è proprio per questo che A Letter To Elise oggi colpisce ancora di più: perché senti la vita dentro i dettagli, la mano umana dietro il suono.

E quando finisce, resta quella frase non detta che conosci benissimo: “non è finita… è solo rimasta sospesa.”

 


🎥 Guarda il video ufficiale su YouTube:

 


Scritto da: Radio Zena

Rate it