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    RockWave #305 Alberto Prisco

Disco Ora

Tommaso Paradiso, Stadio – L’ultima luna

today11 Marzo 2026 132

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Il genio di Lucio Dalla rivive in una collaborazione straordinaria tra Tommaso Paradiso e gli Stadio. L’ultima luna torna a splendere con un arrangiamento fresco che unisce storia e contemporaneità in un omaggio vibrante e necessario.

Tommaso Paradiso, StadioL’ultima luna
Disco Ora delle 7:00, 13:00, 19:00 e 01:00 da lunedì 9 a domenica 15 marzo 2026

Il 2026 si apre nel segno del mito, celebrando una delle vette poetiche della musica italiana attraverso l’incontro tra generazioni diverse ma profondamente affini. L’occasione è il progetto collettivo di riedizione dei grandi classici bolognesi, dove la cover de L’ultima luna vede Tommaso Paradiso affiancare gli Stadio in una versione che riesce a essere rispettosa dell’originale e incredibilmente attuale. Non è un semplice esercizio di stile, ma un passaggio di testimone emotivo che riporta al centro della scena quel sogno psichedelico che Lucio Dalla aveva dipinto nel 1979. La scelta di questo brano non è casuale: rappresenta il lato più visionario e ritmico della produzione di Dalla, un pezzo che sembrava già proiettato nel futuro e che oggi trova una nuova casa sonora grazie al tocco pop contemporaneo di Paradiso e alla solidità strumentale di una band storica. Questa versione nasce dalla volontà di mantenere vivo il legame tra la via Emilia e il resto del mondo, confermando che la musica d’autore italiana non teme il passare degli anni se viene trattata con amore e competenza tecnica. Il brano, inserito nel progetto Bologna Riparte, è stato registrato in presa diretta, catturando quella magia spontanea che solo i grandi professionisti sanno generare quando condividono lo stesso spazio creativo. L’arrangiamento orchestrale è stato curato con attenzione millimetrica per esaltare le dinamiche originali, arricchendole di synth moderni che strizzano l’occhio alla produzione internazionale.L’atmosfera di questa nuova versione è avvolgente, carica di quella malinconia gioiosa che caratterizza le notti italiane. Il tema del brano resta fedele alla narrazione originale: un susseguirsi di immagini oniriche, tra la scimmia che cammina e l’angelo che scende a terra, evocando un senso di attesa e di rivelazione sotto la luce di una luna che tutto osserva e nulla giudica. Tommaso Paradiso interpreta il testo con la sua cifra stilistica inconfondibile, sospesa tra il cantautorato classico e la spensieratezza estiva, mentre gli Stadio tessono una trama musicale elegante, fatta di tastiere calde e chitarre che assecondano il groove senza mai sovrastarlo. Il risultato è un brano che suona come una festa notturna in riva al mare, dove il passato si mescola al presente senza attriti, confermando che certe canzoni sono dotate di un’anima immortale capace di rigenerarsi ciclicamente. L’immaginario evocato è quello di una periferia che si trasforma in centro cosmico, dove ogni dettaglio, anche il più piccolo, diventa protagonista di una favola urbana senza fine. La voce di Paradiso si amalgama perfettamente con i cori degli Stadio, creando un tappeto sonoro che accompagna l’ascoltatore in un viaggio nel tempo e nello spazio, tra ricordi d’infanzia e speranze per il domani.

La carriera di Tommaso Paradiso è stata segnata da una ascesa costante, partendo dalla scena indipendente con i Thegiornalisti fino a diventare il volto del nuovo pop italiano. Ha firmato successi come Completamente e Riccione, ridefinendo i canoni della canzone commerciale con un occhio sempre rivolto ai grandi maestri del passato. Dall’altro lato, gli Stadio rappresentano una colonna portante della musica d’autore: nati come band di supporto di Lucio Dalla, hanno poi intrapreso un percorso solista costellato di trionfi, inclusa la vittoria al Festival di Sanremo nel 2016 con Un giorno mi dirai. Il legame tra gli Stadio e Dalla è indissolubile, e vederli oggi collaborare con un artista che ha fatto della nostalgia moderna il suo marchio di fabbrica chiude un cerchio artistico di rara bellezza. Questa collaborazione è un omaggio alla città di Bologna, ma anche alla capacità della musica di abbattere le barriere temporali, dimostrando che la qualità non ha data di scadenza. Negli anni, hanno collaborato con i più grandi nomi della scena italiana, mantenendo sempre un profilo di eccellenza strumentale e una capacità narrativa che li rende unici nel panorama nazionale. La loro storia è un manuale di come si possa evolvere senza mai tradire le proprie origini, diventando un punto di riferimento per ogni nuova generazione di musicisti.

Questa versione de L’ultima luna resta addosso perché non cerca di superare l’originale, ma preferisce abbracciarla, sussurrando alle orecchie di chi ascolta che la notte è ancora piccola e piena di miracoli da scoprire.


Scritto da: Radio Zena

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