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La Scimmia Narcisista #36 Fuori dal Sistema, Dentro il Mistero Marco Marsano
Quarant’anni nel cassetto, poi arriva il momento giusto. I Litfiba pubblicano finalmente la title track che nel 1986 rimase fuori dall’album 17 Re: un inedito rielaborato che suona come un manifesto e un urlo insieme.
Litfiba – 17 RE
Disco Ora delle 11, delle 17, delle 23 e delle 5 da lunedì 20 a domenica 26 aprile 2026.
Nel 1986 i Litfiba pubblicarono 17 Re, doppio album che sarebbe diventato uno dei capisaldi del rock italiano degli anni Ottanta e il secondo capitolo della cosiddetta Trilogia delle vittime del potere, insieme a Desaparecido e a Litfiba 3. Il disco aveva un titolo, ma la canzone che quel titolo avrebbe dovuto portare rimase fuori dalla tracklist: era stata registrata, ma la band la considerò, in quel momento, non abbastanza all’altezza dell’insieme. Il testo era già parzialmente stampato all’interno della copertina, come un fantasma visibile ma inaccessibile. Quarant’anni dopo, il 17 aprile 2026, quel fantasma è finalmente uscito.
Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo — la formazione storica del gruppo, quella degli anni Ottanta al completo — hanno rimesso mano al brano, rielaborandolo in modo profondo. Come ha spiegato Pelù stesso, del materiale originale sono rimaste alcune linee melodiche e frammenti del testo, ma ritmo, groove, sonorità e spirito sono stati completamente ripensati. Non è un recupero d’archivio, né un’operazione museale: è una canzone nuova che cresce dalle radici di una vecchia idea, e che porta con sé un messaggio politico esplicito e duro.
17 RE parla di re — di potere, di chi lo esercita con arroganza, indifferenza e violenza. È un brano rock-wave con tutt’e due i piedi nel presente: ci sono riferimenti a dinamiche geopolitiche contemporanee, all’espansione dell’autoritarismo, alla tendenza globale verso la sopraffazione. Pelù ha detto senza mezzi termini che i diciassette re del titolo sono diventati più arroganti, più invadenti, più violenti che mai. La canzone è un urlo di resistenza che non ha niente di nostalgico: nasce da un archivio ma punta dritta all’oggi.
Il singolo esce in formato digitale il 17 aprile e dal 24 aprile arriverà anche in vinile maxi single verde numerato — un oggetto da collezione per chi ha vissuto quella stagione e per chi la scopre adesso. L’uscita precede il tour celebrativo Quarant’anni di 17 Re – Tour 2026, venti date in tutta Italia a partire dal 27 giugno 2026 e fino al 15 agosto. Tra le date previste anche quella di Genova, il 14 luglio all’Altraonda Festival — e questo, per chi ascolta Radio Zena, non è un dettaglio secondario.
I Litfiba sono un gruppo rock fondato a Firenze all’inizio degli anni Ottanta. Nel corso della loro storia hanno attraversato molteplici trasformazioni di formazione e di stile, mantenendo sempre un’identità riconoscibile che mescolava post-punk, new wave, rock progressivo e una lirismo visionario difficile da classificare. Sono stati tra i protagonisti assoluti della scena rock italiana per oltre un decennio, con album come Litfiba 3 (1988) e Pirata (1992) tra i punti più alti di una discografia densa e coerente. La loro storia ha attraversato pause, separazioni e riunioni; questa, con la formazione degli anni Ottanta al completo, è tra le più attese.
L’album 17 Re contava sedici brani, come racconta il titolo stesso nelle sue implicazioni numeriche — diciassette canzoni, meno una. Ora, quarant’anni dopo, il conto torna. E quella diciassettesima canzone suona come se avesse aspettato solo il momento giusto per arrivare.
Scritto da: Radio Zena
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