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La Scimmia Narcisista #36 Fuori dal Sistema, Dentro il Mistero Marco Marsano
Due leggende, una sola canzone. Massive Attack e Tom Waits uniscono le forze per Boots on the Ground: sette minuti di trip-hop cupo e parole che bruciano. La canzone di protesta che nessuno ti aveva detto di aspettare.
Massive Attack e Tom Waits – Boots on the Ground
Disco Ora di mezzogiorno, delle 18, di mezzanotte e delle 6 da lunedì 20 a domenica 26 aprile 2026.
Quando esce il 16 aprile 2026, Boots on the Ground è già storica prima che chiunque l’abbia ascoltata fino in fondo. Perché è la prima nuova registrazione di Tom Waits dal 2011, anno in cui uscì il suo ultimo album Bad As Me — ad esclusione di un duetto con Marc Ribot su Bella Ciao nel 2018. Ed è il primo nuovo materiale dei Massive Attack dal loro EP Eutopia del 2020. L’ultima volta che entrambe queste realtà erano attive contemporaneamente, il mondo era diverso. Non necessariamente migliore, ma diverso.
Il brano nasce da un invito che Massive Attack avevano fatto a Waits molti anni fa, che lui aveva accettato e che aveva aspettato il momento giusto per concretizzarsi. Waits ha detto che la lunga attesa non lo aveva mai preoccupato, perché il tipo di canzone che stavano costruendo non sarebbe mai andato fuori moda — la follia degli uomini è sempre un banchetto per le mosche, ha detto, con quella tendenza alle metafore sgradevoli e precise che è il suo marchio da sempre. Il figlio Casey Waits contribuisce con voci aggiuntive.
Musicalmente, Boots on the Ground è un blocco di sette minuti che combina la profondità sonora del trip-hop di Bristol con la voce cavernosa e granulosa di Waits, che recita più che canta, racconta più che melodia. È una canzone di protesta: parla di militarizzazione, di autorità, di chi esercita il potere nascondendosi dietro simboli e divise. Il video, realizzato dagli stessi Massive Attack in collaborazione con il fotografo americano thefinaleye, documenta le proteste americane recenti, le raid di ICE, la repressione dei movimenti civili. È un’opera totale — musica, immagini e posizionamento politico che si tengono insieme senza cedimenti.
Il singolo sarà seguito da un’uscita su vinile 12″ in edizione ecosostenibile — pressato su PET riciclato al 100% invece del tradizionale PVC, con confezione in carta certificata FSC — con il lato B che ospita The Fly, un spoken word esclusivo di Tom Waits, descritto come asciutto e sardonico, nel suo stile più classico. I proventi del vinile andranno all’ACLU (American Civil Liberties Union) e all’US Immigrant Defense Project. La pubblicazione avviene tramite Play It Again Sam, nuova etichetta dei Massive Attack, e il brano non è disponibile su Spotify — per scelta esplicita del gruppo.
I Massive Attack sono il nucleo fondante del trip-hop: il duo di Bristol formato da Robert Del Naja (3D) e Grant Marshall (Daddy G) ha pubblicato album come Blue Lines (1991), Protection (1994), Mezzanine (1998) e Heligoland (2010), costruendo un linguaggio sonoro che ha attraversato i decenni senza perdere coerenza. Tom Waits, nato in California nel 1949, è uno dei cantautori più originali e inclassificabili della musica americana: la sua voce, il suo uso del silenzio, la sua visione del mondo hanno influenzato generazioni di artisti in ogni genere. L’unico difetto di Boots on the Ground, se proprio si deve trovarne uno, è che finisce.
Ma sette minuti di Waits e Massive Attack insieme, nel 2026, in mezzo a tutto quello che sta succedendo nel mondo, sono sette minuti che ti cambiano leggermente la prospettiva. Ed è esattamente quello per cui la musica esiste.
Scritto da: Radio Zena
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