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Disco Ora

Fink – I Buried All The Answers (Edit)

today20 Maggio 2026 353

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L’ultimo singolo prima dell’uscita del nono album: Fink pubblica I Buried All The Answers e mette in musica quella cosa che tutti conosciamo ma nessuno ama ammettere — le risposte c’erano, ma abbiamo scelto di non guardarci.

Fink – I Buried All The Answers (Edit)

Disco Ora delle 8, delle 14, delle 20 e delle 2 da lunedì 18 a domenica 24 maggio 2026


 

Il titolo dice già tutto, con quella precisione che solo i buoni cantautori sanno trovare: I Buried All The Answers. Non che le risposte mancassero. È che qualcuno le ha prese, le ha messe in una cassa e le ha interrate — consapevolmente, volontariamente, come forma di autoprotezione. Fink costruisce una canzone attorno a questa confessione silenziosa e ne fa l’ultimo singolo che anticipa il suo nono album in studio.

La versione che passa in radio è l’edit, forma ridotta concepita per la rotazione radiofonica. Il brano completo è incluso nell’album The City Is Coming to Erase It All, in uscita il 5 giugno 2026 per l’etichetta indipendente R’COUP’D. Traccia numero sette di otto, si colloca in un punto preciso del disco: dopo che la fatica urbana e l’erosione contemporanea hanno fatto il loro lavoro, arriva questo momento di onestà brutale — il narratore smette di fuggire e ammette ciò che ha fatto. Non c’è redenzione nel brano, solo riconoscimento. E a volte è già moltissimo.

Il brano è stato preceduto da un video live, girato ad aprile 2026 al leggendario Lowswing/Tritonus Tonstudio di Kreuzberg, Berlino — studio storico della scena alternativa berlinese. La performance è essenziale: voce e chitarra acustica di Fin Greenall al centro, tutto il resto intorno con discrezione. È il formato ideale per questo tipo di canzone.

L’album da cui proviene il brano, The City Is Coming to Erase It All, è costruito attorno a un’idea precisa: la saturazione urbana come erosione dell’identità. Il titolo — che suona come la descrizione di un incubo a occhi aperti — è al tempo stesso denuncia del presente e paesaggio interiore. Greenall ha detto di essersi ispirato, tra gli altri, al chitarrista acustico britannico Michael Chapman e al suo album del 1970 Fully Qualified Survivor, un culto del folk-blues inglese. L’influenza si sente nell’approccio rarefatto e nella qualità narrativa delle composizioni.

Fink è il progetto di Fin Greenall, musicista e produttore inglese attivo da oltre vent’anni. La sua carriera è costruita su una coerenza rara: ogni album approfondisce il territory del folk acustico, del blues e del songwriting intimista senza cedere alle mode. Tra i lavori più noti figurano Distance and Time (2007), Perfect Darkness (2011), Hard Believer (2014) e Beauty In Your Wake (2024). Come produttore ha collaborato con artisti di rilievo internazionale. Il suo brano Warm Shadow rimane uno dei più riconoscibili della sua discografia, una canzone che chiunque abbia attraversato certi anni ricorda con una precisione sorprendente.

Alcune risposte le seppelliamo perché affrontarle richiederebbe di cambiare davvero. Fink lo sa, e ne ha fatto una delle canzoni più oneste di questa stagione.

 


 

Scritto da: amministratore

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