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    Nightlife #157 Andrea Ricci

Disco Ora

Dammi – Mannarino

today4 Giugno 2026 374

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“Dammi un ospedale, dammi un nome / dammi un padre naturale…”
Una preghiera laica, una supplica che attraversa tutta la vita — dall’ospedale alla linea della mano. Il primo singolo estratto da Primo amore, il nuovo album di Alessandro Mannarino, è un capolavoro di cantautorato. In onda ogni giorno su Radio Zena 🎙️

🎵 DISCO ORA DELLA SETTIMANA – questa settimana il nostro Disco Ora è “Dammi” di Mannarino, da Primo amore (BMG, 2026).
In onda ogni giorno, da lunedì 1 a domenica 7 giugno, alle ore 7:00 · 13:00 · 19:00 · 1:00. 📻 Ascolta Radio Zena live su radiozena.it

Dammi – Mannarino | da Primo amore (BMG, 8 maggio 2026)

C’è un imperativo al cuore di tutto: dammi. Un verbo che non chiede permesso, che non si accompagna ad alcun indugio. Alessandro Mannarino lo ripete come una litania, come una preghiera rivolta a un interlocutore misterioso — la vita, forse, o quella divinità laica che ogni essere umano invoca quando si trova all’osso di se stesso. “Dammi un ospedale, dammi un nome / Dammi un padre naturale”: il brano si apre lì dove comincia ogni esistenza, nella violenza quieta della nascita, nel documento con la foto e il nome assegnato da altri.

Dammi è il secondo brano dell’album Primo amore, uscito l’8 maggio 2026 per BMG Rights Management Italy, il disco del ritorno di Mannarino dopo cinque anni di silenzio discografico. Un album che nasce da una crisi personale e si trasforma in un manifesto poetico sulla fragilità come forma di resistenza. Il brano funziona esattamente in questo senso: costruisce il suo senso di urgenza attraverso l’anafora ossessiva, l’accumulazione di oggetti concreti e desideri impossibili, finché il tutto non deflagra nel ritornello in romanesco — “Damme un bacio de passione / damme un po’ d’amore / che me piace morì / che nun vojo morì” — dove l’eros e il thanatos si intrecciano in un nodo che Mannarino stesso ha spiegato con precisione: quando sei giovane ti piace morire, poi piano piano, quando capisci che la vita finisce davvero, non vuoi morire più. Ma c’è anche l’orgasmo chiamato dai francesi petite mort: una contraddizione che è, in fondo, la più antica delle danze umane.

Il testo viaggia per immagini quotidiane e stranianti insieme — l’ospedale, il tribunale, la metropolitana, il motorino — ricostruendo un mosaico urbano e popolare in cui si riconosce tutto il Mannarino di Bar della rabbia e di Al monte, ma con una maturità nuova. “Dammi un buon lavoro, dammi l’oro / per pagare a modo loro” ha un’eco brechtiana che non nasconde la sua critica al sistema capitalistico: il lavoro e il denaro non come emancipazione, ma come dazio. E poi, “dammi un sabato illegale”: uno dei versi più felici del disco, che costruisce una potente allusione al Sabato del villaggio leopardiano rovesciandolo — non l’attesa virtuosa del giorno di festa, ma l’invocazione a rompere le convenzioni almeno per un istante.

La struttura musicale del brano è costruita su un ritmo magnetico e ipnotico, avvolgente come quello di certa world music mediterranea che Mannarino ha sempre frequentato con eleganza. La lingua mescola italiano letterario e romanesco popolare senza soluzione di continuità, con la naturalezza di chi abita entrambi i registri da sempre. E la chiusura del testo — “prendi questa vita fra le braccia / finché non diventa niente” — ribalta l’imperativo iniziale: dopo tutto quel chiedere, l’ultima parola è prendi. Perché è questo che la vita fa: ti dà cose che non sono tue, che non hai scelto, che non puoi tenere per sempre. L’unica risposta possibile è abbracciarle finché durano.

Dammi sarà il Disco Ora di Radio Zena per tutta la settimana dall’1 al 7 giugno 2026, in onda ogni giorno alle 7:00, 13:00, 19:00 e all’1:00. Un brano che merita ascolti multipli, perché ogni passaggio rivela uno strato nuovo.

 

Scritto da: amministratore

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