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Disco Ora

Pink Floyd – Money

today9 Giugno 2026 390

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Money è un riff di cassa registratore diventato uno degli intro più riconoscibili della storia del rock. I Pink Floyd parlano di soldi con ironia tagliente — e non sono mai stati così divertenti e spietati allo stesso tempo.

Pink Floyd – Money

Disco Ora delle 3, delle 11 e delle 19 da lunedì 8 a domenica 14 giugno 2026


Sette quarti. Casse registratrici. Un sassofono che non ti aspetti. Money è uno di quei brani che entrano nella testa al primo ascolto e non ne escono più — e Steven Wilson lo sa bene, tanto da averlo incluso in 8-Tracks, la raccolta appena pubblicata in cui il musicista britannico rimette mano a otto pilastri del catalogo dei *Pink Floyd. Questa settimana Radio Zena celebra l’uscita di 8-Tracks dedicandole l’intero palinsesto: otto canzoni, una per ogni ora del ciclo, per riattraversare insieme una delle discografie più straordinarie della storia del rock.

Money è una delle canzoni più paradossalmente divertenti del rock progressivo: un brano che critica l’avidità con tanta energia e ironia che viene voglia di ballare mentre ci si sente in colpa. Pubblicata su The Dark Side of the Moon nel 1973, è uno dei momenti in cui Roger Waters — autore del testo e della musica — dimostra che il rock può fare satira sociale senza perdere neanche un grammo di impatto sonoro.

L’introduzione costruita su campioni di suoni quotidiani legati al denaro — monete, casse registratrici, carte strappate — è una delle invenzioni più originali dell’intera decade, e il riff di basso che segue, in 7/4, è rimasto una pietra di paragone per chiunque abbia mai voluto suonare qualcosa di ritmicamente insolito senza sembrare pedante.

Il testo è un ritratto impietoso dell’uomo arrivato che continua ad accumulare, a comprarsi strati su strati di posizione sociale, convinto che il denaro risolva tutto. Waters lo racconta in prima persona, il che rende il tutto ancora più velenoso: non è una predica dall’alto, è una confessione con il sorriso storto di chi sa benissimo come funziona il gioco.

La chitarra solista di David Gilmour è qui in uno dei suoi momenti più taglienti: un assolo che suona blues sporco e libero, quasi fuori posto rispetto alla struttura ritmica dispari del pezzo, eppure perfettamente a casa. Il sassofono di Dick Parry — musicista di lunga data della cerchia floydiana — aggiunge un colore inaspettato che sposta il brano verso qualcosa di quasi jazzato, senza mai perdere il filo.

The Dark Side of the Moon rimase nella classifica Billboard per oltre quattordici anni consecutivi — un record che parla da solo. I Pink Floyd, in quel periodo, erano diventati qualcosa di più di una band: erano un fenomeno culturale, una macchina da guerra sonora capace di ridefinire cosa potesse fare il rock.

Money è il lato più ironico e terreno di quella macchina. E suona ancora oggi come se fosse stata scritta ieri, il che è forse la forma più alta di ironia che una canzone sul denaro possa permettersi.


Scritto da: amministratore

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