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Disco Ora

Pink Floyd – Wish You Were Here

today9 Giugno 2026 388

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Wish You Were Here è una lettera mai spedita, una chitarra acustica e un’assenza che pesa quanto una presenza. I Pink Floyd dedicano il loro capolavoro a Syd Barrett, e ogni volta che suona è come se il tempo si fermasse.

Pink Floyd – Wish You Were Here

Disco Ora delle 5, delle 13 e delle 21 da lunedì 8 a domenica 14 giugno 2026


Ci sono canzoni che parlano di assenza meglio di quanto qualsiasi parola potrebbe fare. Wish You Were Here è una di queste — e il fatto che Steven Wilson l’abbia scelta per 8-Tracks, la sua raccolta di otto brani rimixati dei Pink Floyd appena pubblicata, non sorprende: è forse la canzone della band più amata in assoluto, non per la complessità ma per la semplicità devastante. Radio Zena le dedica questa settimana intera, proponendo ogni giorno i suoi otto brani come fossero capitoli di uno stesso libro — e Wish You Were Here è quello che ti resta in mano quando hai finito di leggere.

È una lettera aperta, un addio che non trova il coraggio di essere tale, un tributo a qualcuno che se n’è andato prima che potessimo capire quanto ci mancasse. E quella persona ha un nome: Syd Barrett.

Roger Barrett, in arte Syd, fu il fondatore e primo leader dei Pink Floyd. Genio eccentrico, pittore, compositore, aveva dato alla band la sua identità originale — psichedelica, surrealista, spiazzante. Poi i problemi di salute mentale, probabilmente aggravati dall’uso di droghe, lo avevano allontanato progressivamente dalla musica e dalla realtà. Lasciò la band nel 1968. Continuò a comparire, sporadicamente, nei radar della scena musicale londinese, sempre più distante da chi lo aveva conosciuto e amato.

Wish You Were Here nasce da quella ferita. L’album omonimo del 1975 è costruito quasi interamente attorno alla figura di Barrett — e al tema, più generale, dell’alienazione e della perdita di sé nell’industria musicale. La title track è il momento più intimo e diretto di tutto il disco: una chitarra acustica all’inizio filtrata, come se arrivasse da una radio distante, e poi aperta, nitida, reale. La voce di David Gilmour porta il testo di Waters con quella delicatezza che solo chi ha perso qualcuno veramente sa riconoscere.

Il testo parla di due pesci che nuotano nell’acqua senza sapere dove siano, di cielo azzurro e dolore verde, di eroi e di villani che si scambiano i ruoli. È ermetico e diretto insieme, come sanno essere le cose che vengono dal cuore senza passare troppo per il cervello.

Aneddoto celebre e documentato: durante le sessioni di registrazione dell’album, Syd Barrett si presentò agli studi Abbey Road — irriconoscibile, ingrassato, con la testa rasata. Nessuno lo riconobbe fino a quando non si presentò. Roger Waters, stando a diverse testimonianze, pianse. Il brano che stavano registrando era proprio Wish You Were Here.

È meglio perdersi nel niente che trovarsi nel posto sbagliato — e in quella frase c’è tutto.


Scritto da: amministratore

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