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    Nightlife #157 Andrea Ricci

Disco Ora

Pink Floyd – Time

today9 Giugno 2026 393

Sfondo
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Time dei Pink Floyd è uno schiaffo messo in musica: ti svegli tardi, il tempo è già passato, e la vita ha già fatto i suoi piani senza aspettarti. Un capolavoro che non invecchia — e che invecchia ognuno di noi ogni volta che lo sentiamo.

Pink Floyd – Time Disco

Ora delle 6, delle 14 e delle 22 da lunedì 8 a domenica 14 giugno 2026


C’è una sequenza di campane, sveglie e orologi che apre Time in modo così improvviso e fisico da farti sobbalzare anche se la conosci a memoria. È un gesto sonoro deliberato: ti svegliamo noi, prima che tu te ne accorga. E quello che segue non è conforto — è la costatazione brutale che il tempo, mentre stavi aspettando di cominciare a vivere, stava già finendo. Difficile pensare a un brano più adatto alle sei del mattino, l’orario in cui Radio Zena lo propone questa settimana nell’ambito della celebrazione di 8-Tracks — la raccolta con cui Steven Wilson ha rimixato e riletto otto brani fondamentali dei Pink Floyd, appena uscita e già motivo di conversazione tra chi la musica la prende sul serio.

Time è una delle pietre angolari di The Dark Side of the Moon, pubblicato nel 1973. Roger Waters scrisse il testo partendo da una riflessione che colpisce per la sua semplicità: la maggior parte delle persone non decide di vivere la propria vita, aspetta che le cose accadano, e poi si accorge che il momento è passato. Non c’è villain in questa storia, non c’è sistema da combattere — c’è solo la distrazione quotidiana e la lentezza con cui ci rendiamo conto che il tempo non è una risorsa rinnovabile.

La struttura musicale del brano è uno degli esempi più riusciti di come i Pink Floyd sapessero fondere complessità e accessibilità. L’intro percussivo — suonato da Nick Mason su un set di tamburi accordati — è seguito da una delle strofe più potenti del catalogo della band, con la voce di Roger Waters inizialmente e poi il contributo di David Gilmour. La sezione centrale scivola in Breathe (Reprise), creando uno dei momenti di continuità melodica più eleganti dell’intero disco.

L’assolo di Gilmour su Time è considerato tra i suoi migliori in assoluto: lungo, sospeso, con quella qualità quasi vocale che ha reso la sua chitarra immediatamente riconoscibile tra mille. Non è un assolo tecnico nel senso accademico del termine — è un assolo emotivo, che racconta la stessa storia del testo ma con le note invece delle parole.

Steven Wilson ha dedicato buona parte della sua carriera a restituire ai classici la tridimensionalità che il formato di distribuzione originale non sempre permetteva — e su Time, con la sua stratificazione sonora e la sua architettura dinamica, il lavoro di rimissaggio trova terreno fertile.

Un giorno ti accorgi che dieci anni sono già passati — e non c’è modo di ascoltare quella frase senza sentirla addosso.


Scritto da: amministratore

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