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    Nightlife #157 Andrea Ricci

Disco Ora

The Temper Trap – Kuru

today30 Giugno 2026 433

Sfondo
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Gli architetti del dream-rock australiano tornano con un viaggio lisergico e ipnotico. Kuru è un groove oscuro e pulsante che scava nel lato più sperimentale della band, un labirinto sonoro da cui è impossibile voler uscire.

The Temper Trap – Kuru
Disco Ora delle 10, delle 16, delle 22 e delle 4 da lunedì 29 giugno a domenica 5 luglio 2026.


Quando pensi di averli incasellati nel ricordo dolceamaro di Sweet Disposition, loro sterzano bruscamente e ti portano in un universo parallelo fatto di ombre e ritmi tribali. The Temper Trap con Kuru non sono più i ragazzi indie che scalavano le classifiche con melodie eteree; ora sono esploratori sonori che scavano nel sottosuolo della psichedelia rock. Il brano, che rappresenta la loro più recente e intrigante evoluzione artistica, prende il nome da una parola che evoca una tremenda malattia neurodegenerativa, ma nella musica si trasforma in un mantra ossessivo, un loop ritmico che simula un pensiero fisso, incontrollabile e affascinante.

L’atmosfera è lontanissima dalla luce solare dei primi lavori. Kuru è avvolta in una nebbia elettronica, dove il basso è il vero protagonista: una linea circolare, quasi krautrock, che non molla mai la presa. La voce di Dougy Mandagi, solitamente così cristallina, qui si fa strumento etereo, distorta e stratificata, che galleggia in mezzo a synth analogici e una batteria precisa come un orologio svizzero ma con il cuore che batte a ritmo di rituale notturno. È un brano che cresce per accumulo, non per esplosione, ipnotizzando l’ascoltatore fino a portarlo in uno stato quasi meditativo.

La band australiana, formata a Melbourne, ha conosciuto una fama fulminea con l’album Conditions del 2009, trainato dall’inno generazionale Sweet Disposition, colonna sonora perfetta di un decennio di cinema indie e spot pubblicitari. Dopo quell’exploit, i Temper Trap non si sono mai seduti sugli allori, scegliendo la via dell’evoluzione coraggiosa piuttosto che la ripetizione commerciale. Dalla scrittura più classicamente rock di Thick as Thieves alle derive elettroniche di oggi, la band ha sempre messo al primo posto la ricerca sonora. Con Kuru dimostrano che la maturità artistica non è noia, ma la capacità di rendere l’ignoto incredibilmente attraente. È un pezzo che vibra sotto la pelle, un’ombra che si allunga e ti segue molto tempo dopo l’ascolto, prova che il sogno di Sweet Disposition è diventato adulto e ha imparato a ballare al buio.

 


Scritto da: amministratore

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