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Francesco Guccini: un ricordo personale

today6 Agosto 2026 43

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Francesco Guccini

UN RICORDO PERSONALE

Oggi se n’è andato Francesco Guccini, e sento il bisogno di scriverne non da esperto di musica, ma da uomo che con lui ha sempre avuto un rapporto un po’ particolare, forse persino contraddittorio. Devo essere onesto, come sono sempre stato con chi mi ascolta: le sue canzoni, quelle vere e proprie, non mi sono quasi mai piaciute. Salvo rare eccezioni, la sua musica non mi ha mai preso, e la sua voce, così spigolosa, a tratti quasi recitata più che cantata, non è mai riuscita a emozionarmi come accade con altri artisti. Per dirla tutta, spesso mi annoiava.

Eppure oggi provo un dispiacere sincero, profondo, e la ragione non ha nulla a che fare con la melodia o con il timbro di una voce. Se si toglie Guccini dal pentagramma e lo si guarda per quello che ha scritto, si scopre un gigante. Come autore di testi è stato tra i più grandi che la canzone italiana abbia mai avuto: in brani come La locomotiva o Auschwitz non c’era solo una storia raccontata, c’era una visione del mondo, una capacità di trasformare la cronaca e la memoria in poesia civile. E poi c’era il Guccini scrittore, quello dei libri e delle raccolte in prosa, dove la sua penna trovava uno spazio tutto suo, libero dai vincoli del verso cantato, e lì, devo dirlo, l’ho sempre letto con vero piacere e con ammirazione.

Ma la cosa che più di ogni altra mi ha sempre legato a lui è il suo pensiero libero, quell’anarchismo mai urlato ma sempre coerente, quella ricerca instancabile di giustizia che attraversa tutta la sua opera. Non un cantautore politico nel senso di partito, lo ha sempre rifiutato lui stesso, ma un uomo che non ha mai smesso di stare dalla parte di chi la storia la subisce più che scriverla. È un modo di intendere la vita che sento profondamente mio, e per questo, al di là della musica che non mi ha mai conquistato, ho sempre guardato a lui con una stima enorme.

Nato a Modena nel 1940, si era trasferito a Bologna nel 1961, città che sarebbe diventata il cuore della sua vita artistica e umana, quella di via Paolo Fabbri 43 dove per anni chiunque poteva bussare per farsi spiegare un verso o discutere di politica fino a notte fonda. Da lì è nata anche l’Osteria delle Dame, fondata nel 1970 insieme a padre Michele Casali, un altro segno di come per lui la parola e la comunità fossero sempre la stessa cosa. Negli ultimi anni si era ritirato nella sua Pavana, il paese dell’Appennino pistoiese a cui era rimasto legato fin da bambino, dove si è spento oggi, 6 agosto 2026, a 86 anni, circondato dall’affetto della moglie Raffaella e della figlia Teresa.

Non piangerò la sua musica, sarei disonesto se lo facessi. Piango l’uomo, lo scrittore, il pensatore libero che con le parole ha saputo dire quello che a molti mancava il coraggio di dire. Grazie, Guccini, per averci lasciato tanto da leggere, anche a chi, come me, non ha mai amato ascoltarti cantare.

Andre More
Fondatore e Direttore Artistico di Radio Zena

Scritto da: amministratore

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