Pensieri Stupendi #01 Bacci

Silvia 15 Ottobre 2021

Questo è il podcast dell’epIsodio n° 1 di PENSIERI STUPENDI, il nuovo programma di Radio Zena ideato e condotto da SILVIA dedicato alle relazioni, all’amore e al sesso , nelle loro più svariate declinazioni.
L’ospite di questa puntata è BACCI, il “web-seduttore” che condivide il proprio vissuto con la nostra Silvia e con il pubblico della radio.

Per accontentare le richieste che ci sono pervenute in diretta, di seguito riportiamo un racconto scritto dal nostro ospite.

 

Il rumore cupo dei motori si fa all’improvviso meno rimbombante… Apro d’istinto gli occhi.

Sei sdraiata accanto a me, ancora addormentata.

Faccio per svegliarti con un bacio, ma ci pensa il fastidioso altoparlante della cabina che annuncia che stiamo per attraccare e che ci dobbiamo preparare a scendere a terra per l’escursione.

Ti svegli e ti stiracchi… Sei magnifica in quella sottoveste di seta.

Ti mangerei di baci, ma non c’è tempo… Dobbiamo ancora fare colazione e poi, insomma… non mi sono bastati i baci di ieri sera, mi dici con quell’aria maliziosa e timida insieme che mi fa rimescolare il sangue.

No… in effetti non mi bastano mai i tuoi baci, ma tant’è bisogna alzarsi.

Ci vestiamo leggeri perché farà un caldo bestiale sull’isola, lo so.

Io i miei soliti pantaloni corti coi tasconi e una maglia a tema fantasy, canotta con gonna plissettata e infradito tu… Ci apprestiamo a scendere a colazione. La nave sembra un immenso alveare, dove tutti pare che abbiano una meta precisa, ma non ne sono così certo, vedendo le facce stravolte di certi nostri compagni di viaggio. D’altronde la sveglia non è di quelle più soft… Andiamo al bar. Io caffè e brioche, tu prendi come al solito un vassoio di brioches, “per rimettermi in forze”, mi dici.

Dopo aver finito questa “frugale” colazione, ci mettiamo in fila per lo sbarco. Le lance della nave partono a una a una ogni 5 minuti cariche di passeggeri.

Arriva finalmente il nostro turno. Salgo per primo, fulmino con lo sguardo il mozzo che ti porge la mano per farti salire e lo anticipo.

Mi guardi alzando gli occhi al cielo, ma sotto sotto sei contenta… Vuol dire che ci tengo a te se ho queste attenzioni vero? Me lo dici sempre.

Saliamo dunque a bordo e ci sistemiamo in un sedile a babordo. Si parte! Che spettacolo! Il vento ti fa volare i capelli, e tu alzi il viso al cielo chiudendo agli occhi come per goderti tutte le carezze che questo vento gentile ti porge. Potrei quasi essere geloso… Sei l’immagine della felicità. Mare, sole, vento. E, diciamocelo, mi ci metto anche io.

Mi scappa da ridere da solo. Tu ti volti e mi chiedi, con uno sguardo muto, cosa ci sia da ridere. Non rispondo ma ti bacio.

E tu rispondi a quel bacio appassionato.

E mi guardi. E mi guardi in QUEL modo.

Quel modo che trasuda voglia di me. Ma ora come si fa? Siamo su una barchetta insieme ad altri 50 turisti.

Sembra che tu mi legga nel pensiero. E mi strizzi l’occhio. Ok… ho capito. Aspetto. Qualcosa mi sa che ci inventeremo.

Eccoci. Sbarchiamo finalmente. Il colore dell’intonaco bianco delle case di Mykonos è abbacinante. E risalta in modo assurdo contro l’azzurro del cielo.

Uno spettacolo. Come le vie strette e tortuose che dal porticciolo si districano come un dedalo dentro la città.

Il tempo di godere questa immagine, mi giro… E… sei scomparsa!

Mi guardo intorno perplesso. Ti vedo. Là in fondo. Stai svoltando un angolo di corsa. Ti seguo. Mentre ti volti sorridendo.

Arrivo all’angolo ma tu sei già lontana. Ti cerco. Sento dei passi affrettati poco davanti a me.

Seguo l’intuito e mi tuffo dietro a loro.

Sì. Sono sulla strada buona. Sento la scia del tuo profumo. Bulgari Blu Notte, lo riconoscerei tra mille. Per fortuna stamattina ti ci sei fatta il bagno. O forse già sapevi? Mah. Continuo a seguirti. Ti scorgo là in cima alla scalinata che porta alla chiesa. Arrivo in un battibaleno. Giusto in tempo per vederti sparire in un altro vicolo. Ma dove vai? Penso.

Mi infilo nel vicolo. Vuoto. Silenzio. Ombra.

Nessun rumore di te. Cammino lento. Alzando il naso per cercare di sentire il tuo profumo. Passo una porta, due… Poi intravedo una porta semiaperta di legno. Probabilmente una stalla in disuso. Provo ad entrare.

Mi arriva forte il tuo profumo direttamente al cervello.

Mi giro di scatto. Eccoti lì.

Splendida e selvaggia.

I capelli sciolti, lo sguardo di fuoco. Il tuo seno si alza e si abbassa al respiro affannoso. Non so dire se per la corsa o l’eccitazione.

Mi avvicino. Ti prendo.

Ti strappo di dosso la canotta

Sotto nulla

Ti spingo contro il muro e ti sollevo la gonna.

Tu mi levi la maglia e con un gesto i miei pantaloni sono per terra Mi salti in braccio.

Con una mano riesco a prenderlo e infilarlo dentro di te Mentre entra tu fai un gemito che sembra un ruggito.

Ti prendo e ti porto su un mucchio di fieno, sempre tenendomi dentro di te.

Inizio a spingere. Come un pazzo. Ti scopo in modo animale. E’ quello che siamo in questo momento.

Diamo libero sfogo al nostro istinto. Non ci preoccupiamo di non farci sentire.

Tu urli. Io pure.

E continuo a spingere dentro di te.

Tu mi ficchi le unghie nella schiena

Io mi aggrappo alle tue spalle come se fossi un naufrago nel mare in tempesta e tu il mio salvagente.

Le tue gambe mi cingono e si stringono attorno a me… Ancora pochi colpi lo sento. Esplodo dentro di te.

Come un vulcano. E nello stesso tempo sento montare la marea dentro di te.

E’ liberatorio. Siamo animali, liberi e felici. E godiamo uno dell’altra.

Ci guardiamo negli occhi e sorridiamo.

Ora un sacco di coccole e di baci.

Per tornare alla nave c’è tempo.

Sì. Sarà una vacanza indimenticabile!

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